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Segnatura del tesserino : quando le bugie hanno le gambe corte …. !

Segnatura del tesserino : quando le bugie hanno le gambe corte …. !

Segnatura del tesserino: una decisione tutta italiana.

IMG-20170120-WA0007Colpo di scena sulla questione di dove segnare immediatamente i capi dei selvaggina (anche la migratoria) sul tesserino venatorio, una questione che ha tenuto banco nella scora stagione venatoria sopratutto per chi pratica la migratoria da appostamento fisso e temporaneo.

Ci era stato raccontato in quel di Roma, all’epoca dell’incontro fra  le associazioni e il Ministro Galletti, direttamente dal  Dirigente del Ministero dell’ Ambiente  dott.ssa Maria Carmela Giarratano,  che quella era una imposizione arrivata da Bruxelles, voluta dalla Commissione competente, e chissà perchè applicata solo all’ Italia.   Ora invece si scopre che Bruxelles era all’oscuro di tutto e che quella è stata una decisone del nostro Governo per ( così si legge) meglio controllare i carnieri. 

Questo quanto emerge dal documento che ci è stato inviato  dall’europarlamentare On. Renata Briano (PD) .  Si tratta di una interrogazione fatta dal “Tavolo Comi”   alla Commissione competente alla quale ha direttamente risposto il presidente Karmenu Vella, e  ….udite udite … salta fuori la verità.  Una verità che mette a nudo le responsabilità del caso del nostro Ministero dell’Ambiente e di chi lo dirige.

 

 

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-001081/2017  alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Renata Briano (S&D), Lara Comi (PPE), Salvatore Cicu (PPE), Paolo De Castro (S&D), Remo Sernagiotto (ECR) e Damiano Zoffoli (S&D)

Oggetto:      Eventuale obbligo di segnare il capo subito dopo l’abbattimento

 

Tenuto conto del principio di proporzionalità e sussidiarietà, anche in ambito venatorio, può la Commissione europea far sapere se è vero che ha richiesto l’obbligo di segnare il capo subito dopo l’abbattimento?

È vero che questa eventuale richiesta riguarda anche la caccia da appostamento fisso?

 

Risposta di Karmenu Vella   a nome della Commissione  (31.3.2017)

 

vella_0La Commissione non prevede di proporre prescrizioni legislative quali quelle descritte nell’interrogazione, che in genere si trovano nella legislazione nazionale e non nel diritto dell’UE. Ad esempio, l’Italia ha recentemente introdotto obblighi simili nella propria legislazione nazionale, più precisamente in un nuovo articolo 12-bis, della legge 11 febbraio 1992, n. 157[1]. Queste nuove disposizioni impongono ai cacciatori di registrare il numero di esemplari di tutte le specie di uccelli, stanziali e migratrici, subito dopo l’abbattimento. Le nuove norme hanno l’obiettivo di eliminare la precedente disparità di trattamento tra specie stanziali e migratrici, al fine di migliorare sia la controllabilità dei limiti di capacità del carniere, sia le condizioni per la raccolta di dati completi e affidabili relativi ai carnieri per scopi di pianificazione. La Commissione ritiene che dette disposizioni siano pienamente in linea con quanto disposto in materia di attività venatoria sostenibile e di saggia utilizzazione ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 4, della direttiva Uccelli[2]. Infine, la Commissione prevede di raccogliere informazioni sui carnieri per il periodo 2013-2018 ai sensi dell’articolo 12 della direttiva, a tal proposito le suddette prescrizioni in materia di registrazione saranno certamente un’importante fonte informativa.

[1]     http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/8/16G00134/sg

[2]     Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).

 

Tutto questo è emerso   in seguito all’incontro di Milano e alle  successive segnalazioni fatte dalle associazioni venatorie per le quali è stata presentata  un’interrogazione parlamentare .

Questi i nomi dei firmatari l’interrogzione: Onorevoli europarlamentari

 

Renata Briano, Lara Comi, Salvatore Cicu, Paolo De Castro, Remo Sernagiotto, Damiano Zoffoli

 

Ora la domanda è :  ma quante altre volte il Ministero dell’Ambiente ci ha mentito ?  Quante volte si è affibiato la responsabilità a Bruxelles ?

 

ACL – Ufficio stampa

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