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Lombardia: nel gioco delle parti Fava scarica la responsabilità al Ministro Galletti.

Lombardia:  nel gioco delle parti Fava scarica la responsabilità al Ministro Galletti.

il-gatto-e-la-volpeQuanta fretta, dove corri, dove vai
che fortuna che hai avuto ad incontrare noi
lui è il gatto, e io la volpe, stiamo in società
di noi ti puoi fidare!…. di noi ti puoi fidar!

 

Pubblichiamo il comunicato ufficiale dell’assessore regionale lombardo Gianni Fava, che di fatto scarica ogni responsabilità per la mancata applicazione del regime di prelievo in deroga e catture richiami vivi sul Ministro Galletti.  Un pò come nel pirandelliano ” il gioco delle parti” dove  l’uomo è incapace di affrontare le situazioni, e quindi se ne lascia travolgere, talvolta, passivamente. oppure ancor meglio come “il gatto e la volpe” del Pinocchio di Carlo Lorenzini detto Collodi

Non commentiamo oltre questo comunicato perchè non merita tale attenzione da prte nostra, ma riteniamo che i cacciatori lombardi siano abbastanza intelligenti per capire e prenderne atto al momento opportuno .

ACL ufficio stampa

 

CACCIA, FAVA: DA OLTRE UN ANNO ATTENDIAMO RISPOSTE DAL MINISTRO GALLETTI SULLE DEROGHE. INTERVENUTO ANCHE MARONI

maroni favaUn anno fa, ancora nell’agosto 2016, Regione Lombardia, tramite la conferenza Stato-Regioni, chiedeva la convocazione di un tavolo tecnico che definisse le condizioni entro le quali attivare in maniera legittima le deroghe previste dalla Direttiva Uccelli – ricorda Fava -. Tavolo che dopo mesi si è costituito, ma senza pervenire a risultati, tanto più che il ministero dell’Ambiente non era neanche riuscito a garantire una presenza sistematica di Ispra”.

Il lavoro di Regione Lombardia, che a quel tavolo aveva cercato di portare un contributo costruttivo, è stato mortificato dai pareri resi nel giugno di quest’anno da Ispra, alla nostra richiesta di attivare gli impianti di cattura dei richiami vivi e di esercitare il prelievo venatorio in deroga – prosegue l’assessore -. In quei pareri Ispra non entrava nel merito scientifico delle richieste, ma si limitava a dichiarare illegittime le deroghe e a richiamare Regione Lombardia alle sue responsabilità pecuniarie, in caso di riapertura della procedura di infrazione, smentendo il ministro dell’Ambiente e tutte le aperture che, a parole, aveva fatto nei mesi precedenti. In quell’occasione chiesi conto pubblicamente al ministro Galletti di questa discrepanza tra le sue dichiarazioni e il comportamento di un ente controllato dal suo stesso ministero. Non ne pervenne alcuna replica”.

Anche il governatore Maroni in campo. “Anche il presidente Maroni, che sul tema ha incontrato le associazioni …. ” .

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