Tesserati!
Notizie

Influenza aviaria: bloccata l’immissione di selvaggina in molti comuni lombardi

Influenza aviaria: bloccata l’immissione di selvaggina in molti comuni lombardi

L’influenza aviaria sta colpemdo molti allevatori di pollame e anche di selvaggina. Una situazione che si trascina dal mese di luglio e che ancora non ha trovato una soluzione. 

DuckFino al 31 ottobre è vietata la movimentazione anche dei richiami vivi per la caccia agli acquatici ma questa nuova circolare, che riguarda il pollame e la selvaggina da ripopolamento, non lascia presagire nulla di buono. 

Molti allevatori stanno affrontando una crisi senza precedenti e  a a risentirne è ancora una volta la caccia. 

 

Bloccata l’ immissione  di selvaggina da ripopolamento nelle zone segnalate Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna –  Una situazione paradossale che blocca e mette in crisi aziende sane che non hanno mai avuto focolai, compresi gli allevatori di selvaggina. 

Una brutta mazzata per la caccia e per il suo  indotto . Vorremmo sapere con quali criteri e metodi si stabiliscono i confini. Dalla circolare e dai paesi nominati pare che abbiano a usato la A4 ( autostrada) come spartiacque. 

 

Disposizione Ministeriale :  24016 provvedimento zur ottobre 2017 dicembre 2017

 

 

 

selvaggina-fagianoQuesto la disposizione ufficiale del Ministero della Salute

IL DIRETTORE GENERALE
VISTO il Regolamento di Polizia Veterinaria approvato con d.P.R.8 febbraio 1954, n. 320 e successive modificazioni e integrazioni;
VISTO l’articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
VISTO il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 9 “Attuazione della Direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE;
VISTA la Decisione 2006/437/CE che approva un manuale diagnostico per l’influenza aviaria secondo quanto previsto dalla Direttiva 2005/94/CE;
VISTA l’ordinanza del Ministro della salute 26 agosto 2005 recante Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile e successive modifiche e integrazioni, la cui efficacia è stata prorogata con Ordinanza 19 dicembre 2016;
CONSIDERATA la situazione epidemiologica venutasi a verificare sul territorio delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna a seguito di conferma della positività al virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità sottotipo H5N8 in allevamenti di tacchini da carne e galline ovaiole;
CONSIDERATO che i virus influenzali aviari ad alta patogenicità possono determinare epidemie di ingente gravità con rilevanti conseguenze per la produzione avicola, possibili rischi per la salute umana e onerosi impegni economici a livello nazionale ed europeo;
CONSIDERATO indispensabile garantire l’applicazione delle misure di controllo e di biosicurezza già adottate con dispositivo dirigenziale prot. n. 21288 del 20 settembre 2017, con scadenza al 31 ottobre 2017, con particolare riferimento all’istituzione di una zona ulteriore di restrizione (di seguito ZUR) nell’area considerata a rischio e prevedere per la filiera interessata delle galline ovaiole un protocollo di controllo straordinario;
RITENUTA altresì l’urgenza di introdurre modifiche alle predette misure senza attendere la naturale scadenza del dispositivo dirigenziale prot. n. 21288 del 20 settembre 2017 a causa dell’evoluzione della situazione epidemiologica;
RITENUTO pertanto di dover ricorrere all’applicazione di quanto previsto all’articolo 16, commi 3 e 4, del decreto legislativo n. 9/2010 con particolare riferimento al controllo delle movimentazioni di animali vivi e prodotti, al monitoraggio straordinario degli allevamenti ricadenti nella ZUR e limitare l’accasamento di talune tipologie di pollame ritenute a rischio;
VISTO il Dispositivo dirigenziale prot. DGASF n. 5773 del 3 marzo 2017 recante modifica del Dispositivo dirigenziale prot. DGSAF n. 3833 del 15 febbraio 2017;
CONSIDERATO che le misure, a carattere contingibile e urgente, adottate con il presente provvedimento potranno subire modifiche in funzione dell’evoluzione della situazione epidemiologica anche evidenziata dalle attività di monitoraggio straordinario;
SENTITO l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sede del Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria;

DISPONE

downloadArticolo 1
Istituzione di un’ulteriore zona di restrizione (ZUR)
1. Ai sensi dell’articolo 16, comma 4 del D.Lgs. 9 del 25 gennaio 2010, è istituita una ZUR che ricomprende il territorio dei comuni di cui all’allegato I al presente provvedimento.
2. Il Servizio veterinario dell’ASL, in questa zona, garantisce l’applicazione, nelle aziende a carattere commerciale, delle misure di seguito elencate:
i.) censimento del pollame negli allevamenti industriali;
ii.) tutto il pollame e tutti gli altri volatili in cattività devono essere trasferiti e trattenuti all’interno di un edificio dell’azienda. Qualora ciò sia irrealizzabile o qualora il loro benessere sia compromesso, essi devono essere confinati in altro luogo della stessa azienda che non consenta contatti con altro pollame o altri volatili in cattività di altre aziende. È adottata ogni misura ragionevole per ridurre al minimo i contatti con i volatili selvatici;
iii.) è vietato l’accasamento dei tacchini da carne negli allevamenti ricadenti all’interno del territorio dei comuni di cui all’allegato I (ZUR);
– in deroga, il Ministero della salute, su richiesta della Regione competente sul territorio, può concedere l’autorizzazione all’accasamento dei tacchini nella ZUR, su parere favorevole dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (di seguito IZSVe), sede del centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria. Il parere dell’IZSVe dovrà tenere conto anche della situazione geografica e delle densità di allevamenti avicoli presente nell’area interessata dall’accasamento. Inoltre la Regione interessata, dovrà inviare unitamente alla richiesta di accasamento una valutazione positiva dei requisiti di biosicurezza, verificati dai Servizi veterinari localmente competenti, sulla base delle informazioni riportate nella check-list di cui all’allegato IV al presente provvedimento;
iv.) è possibile inviare agli impianti di macellazione i tacchini da carne, le anatre, le oche e le galline ovaiole a fine carriera dagli allevamenti della ZUR previa visita clinica nelle 24 ore precedenti il primo carico.

Devono altresì essere rispettate le seguenti condizioni:
a. prima dell’invio i tacchini da carne devono essere sottoposti, con esito favorevole, al prelievo, effettuato con le modalità riportate nell’Allegato III al presente provvedimento, per la ricerca dell’antigene virale, nelle 48 ore precedenti il primo carico. La visita clinica dovrà essere ripetuta ogni 48 ore fino alla fine del carico. Se al momento della visita clinica il Veterinario dovesse rilevare mortalità, è necessario che proceda con l’effettuazione di ulteriori prelievi sui morti. Per la macellazione del lunedì mattina valgono i prelievi effettuati nella giornata del venerdì precedente;
b. prima dell’invio le galline ovaiole devono essere sottoposte, con esito favorevole, al prelievo per la ricerca dell’antigene virale nelle 72 ore precedenti il primo carico, con le modalità riportate nell’Allegato III al presente provvedimento;
c. prima dell’invio le anatre e le oche devono essere sottoposte, con esito favorevole, al prelievo, effettuato con le modalità riportate nell’Allegato III al presente provvedimento, per la ricerca dell’antigene virale, nelle 48 ore precedenti il primo carico.
v.) è possibile inviare agli impianti di macellazione volatili di specie e tipologie produttive diverse rispetto a quelle di cui alle precedenti lettere a) b) e c), a condizione che vengano sottoposti, con esito favorevole, al prelievo nelle 72 ore precedenti il primo carico, con le modalità previste nell’Allegato III al presente provvedimento e previa visita clinica effettuata nelle 48 ore precedenti il primo carico;
vi.) è possibile movimentare dagli allevamenti della ZUR animali vivi, previa visita clinica nelle 24 ore precedenti il primo carico, a condizione che gli animali siano sottoposti, con esito favorevole, al prelievo nelle 72 ore precedenti il primo carico per la ricerca dell’antigene virale, con le modalità riportate nell’Allegato III al presente provvedimento;
vii.) gli automezzi destinati al trasporto di animali vivi e di prodotti devono essere lavati e disinfettati prima e dopo ogni trasporto e devono trasportare una singola partita di animali o prodotti destinata a un singolo impianto senza effettuare ulteriori carichi/scarichi durante il tragitto; deve inoltre essere garantita la regolare applicazione di quanto previsto all’Allegato II al presente provvedimento;
viii.) l’uscita dall’azienda di carcasse di pollame o di altri volatili in cattività, mangimi per pollame (“mangime”), utensili, materiali, rifiuti, deiezioni, pollina o concime naturale di altri volatili in cattività (“concime”), liquami, strame usato o altro materiale suscettibile di trasmettere l’influenza aviaria è consentita esclusivamente previa applicazione di appropriate misure di biosicurezza atte a ridurre al minimo i rischi di diffusione dell’influenza aviaria;
ix.) devono essere predisposti mezzi di disinfezione appropriati agli ingressi e alle uscite dei fabbricati che ospitano il pollame o gli altri volatili in cattività, come pure presso gli ingressi e le uscite dell’azienda, conformemente alle istruzioni dell’autorità competente.
Articolo 2
Ulteriori controlli sugli allevamenti situati nella ZUR e nelle altre Regioni a rischio
1. Negli allevamenti di galline ovaiole per la produzione di uova da consumo e di pollastre situati nelle Regioni a elevata produzione avicola (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio), il Servizio veterinario dell’ASL, dovrà effettuare tamponi tracheali ogni 21 giorni con le modalità riportate nell’Allegato III al presente provvedimento.
2. A livello nazionale e per tutte le specie avicole, i proprietari e i detentori degli animali devono prontamente segnalare all’Autorità competente qualsiasi variazione nella produzione, in particolare per quanto riguarda la mortalità, i consumi di mangime e acqua e la deposizione delle uova.
Articolo 3
Effettuazione dei prelievi
1. In considerazione della situazione epidemiologica e della necessità di limitare gli accessi negli allevamenti, i Servizi veterinari delle ASL potranno avvalersi dell’aiuto dei Veterinari delle filiere i quali, nei casi ritenuti opportuni, dovranno operare sotto la loro supervisione per l’effettuazione dei prelievi e dei controlli previsti dal presente provvedimento.
Articolo 4
Separazione funzionale
1. Le Filiere avicole operanti sul territorio della Lombardia, Veneto, Piemonte e Emilia Romagna, devono assicurare una separazione funzionale delle attività, del personale e dei mezzi del settore produttivo avicolo tra le regioni.
Articolo 5
Misure di biosicurezza
1. Ai sensi dell’Ordinanza ministeriale 26 agosto 2005 e successive modificazioni, su tutto il territorio nazionale devono essere adottate stringenti misure di biosicurezza, adeguate al rischio di introduzione della malattia negli allevamenti industriali. In particolare le regioni, nelle aree a rischio di introduzione dei virus influenzali, devono applicare le misure di controllo previste dalla sopra citata ordinanza e vietare le pratiche di allevamento nelle aziende a carattere industriale considerate a rischio ai sensi della stessa ordinanza.
2. Le regioni a elevata produzione avicola come elencato nell’Articolo 2, dovranno inoltre definire un programma di valutazione delle biosicurezze che dovrà essere effettuato presso tutti gli allevamenti avicoli commerciali. Il programma dovrà inizialmente tener conto delle specie a maggior rischio di introduzione della malattia. Fatto salvo quanto riportato all’art. 1, comma 2, lettere iii.), trascorsi sei mesi dall’emanazione del presente provvedimento, negli allevamenti di pollame da carne e di galline per la produzione di uova da consumo, non sarà più possibile concedere l’accasamento dei volatili se i requisiti di biosicurezza non saranno stati valutati con esito favorevole.
3. Oltre alle misure di cui al precedente comma, nella ZUR di cui all’articolo 1, devono essere applicate le seguenti ulteriori misure:
a. le vaccinazioni e la somministrazione di farmaci negli allevamenti di tacchini, possono essere effettuate solo con personale interno all’allevamento; nel caso ciò non risultasse possibile per le dimensioni dell’allevamento, l’impiego di squadre esterne dovrà essere preventivamente autorizzato dal Servizio veterinario della ASL competente sull’allevamento;
b. il carico al macello può essere effettuato solo con personale interno all’allevamento; nel caso ciò non risultasse possibile per le dimensioni dell’allevamento, l’utilizzo di squadre esterne potrà avvenire solo a condizione che l’allevatore garantisca che tutto il personale venga individuato singolarmente e correttamente registrato.
4. Sono vietate fiere, mostre e mercati di pollame nel territorio dei comuni ricompresi nella ZUR di cui all’articolo 1.
5. Nei comuni ricompresi nella ZUR è vietata l’immissione della selvaggina da ripopolamento a scopo venatorio.
Articolo 6
Durata delle misure e disposizioni transitorie
1. Il presente Dispositivo modifica e sostituisce il Dispositivo prot. n. 21288 del 20 settembre 2017 e resta in vigore fino al 31 dicembre 2017 a far data dalla sua emanazione.
2. Il presente Dispositivo può essere modificato qualora dovessero mutare le condizioni epidemiologiche che ne hanno reso necessaria l’adozione.
Roma, 20 ottobre 2017
IL DIRETTORE GENERALE
F.to Dott. Silvio Borrello*
* Firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell’art.3, comma 2, del D.lgs.39/1993
Referenti del procedimento:
Dott. Pierdavide Lecchini – p.lecchini@sanita.it – Dott.ssa Olivia Bessi – o.bessi@sanita.it ; Dott.ssa Francesca Pacelli – f.pacelli@sanita.it Avv. Arsenio Bufalieri – a.bufalieri@sanita.it
Allegato I
Mappa ZUR
Elenco comuni in ZUR
Regione Emilia Romagna
PROVINCE COMUNE CODICE_ISTAT Note
24016 provvedimento zur ottobre 2017 dicembre 2017

Protocollo per il trasporto di animali vivi e prodotti
Trasporto
1. I trasporti degli animali vivi dovranno essere effettuati posizionando reti antipiume o idonei mezzi di contenimento sugli automezzi.
2. Tutti gli automezzi per il trasporto devono essere lavati e disinfettati accuratamente.
3. Prima del carico le gabbie destinate al trasporto degli animali, le attrezzature e i bancali per il trasporto di uova devono essere lavati e disinfettati.
4. Tutti gli automezzi destinati al trasporto devono esporre, in uscita dallo stabilimento, il cartello giallo “AUTOMEZZO DISINFETTATO”.
Carico
1. Tutti gli automezzi per il trasporto devono essere disinfettati prima dell’ingresso in azienda.
2. Per nessun motivo gli autisti devono accedere agli ambienti degli allevamenti in cui vengono detenuti gli animali.
3. Autisti e allevatori devono essere informati sull’applicazione delle misure di biosicurezza atte a impedire la diffusione della malattia.
4. Ultimato il carico, l’automezzo deve essere disinfettato all’uscita dall’azienda.
Percorsi
1. Il trasporto, per raggiungere gli impianti di destinazione, avverrà utilizzando i principali assi di comunicazione stradali evitando di attraversare strade in prossimità degli allevamenti.
2. Non devono effettuarsi soste intermedie presso altre strutture di settore o allevamenti o soste tecniche, salvo casi di emergenza e secondo quanto previsto dalle normative vigenti.
3. Le Ditte, interessate dalla presente procedura, devono informare i Servizi veterinari competenti per territorio in merito al percorso che intendono effettuare.
Allegato III
Set di campioni standard per i test virologici o sierologici di laboratorio
a) Il set di campioni standard per i test virologici è costituito da:
MOVIMENTAZIONE DI TACCHINI DA CARNE
i.) Almeno 20 tamponi tracheali per capannone, fino a un massimo di 60 campioni per allevamento. I tamponi dovranno essere effettuati su animali morti o gravemente malati o moribondi e abbattuti in modo eutanasico. Il campionamento dovrà essere effettuato con le seguenti modalità: una volta separata la testa alla base del collo, si dovrà inserire il tampone nella trachea assicurandosi di raccogliere sufficiente materiale.
ii.) Oltre ai prelievi di cui al precedente punto i.), dovranno essere effettuati 30 tamponi tracheali su volatili vivi presenti all’interno del capannone da cui inizierà il carico per il macello.
MOVIMENTAZIONE DI OVAIOLE E POLLASTRE DA PRODUZIONE DI UOVA DA CONSUMO:
i.) Almeno 20 tamponi tracheali per capannone, fino a un massimo di 60 campioni per allevamento. I tamponi, per quanto possibile, dovranno essere effettuati su animali morti o gravemente malati o moribondi e abbattuti in modo eutanasico,
ii.) Il campionamento dovrà essere effettuato con le seguenti modalità: una volta separata la testa alla base del collo, si dovrà inserire il tampone nella trachea assicurandosi di raccogliere sufficiente materiale
MOVIMENTAZIONE DI ANATRE E OCHE
Almeno 30 tamponi tracheali e 30 tamponi cloacali su altrettanti soggetti.
MOVIMENTAZIONE DI ALTRI VOLATILI DA MACELLO
Almeno 20 tamponi tracheali effettuati su animali morti o gravemente malati o moribondi e abbattuti in modo eutanasico. Il campionamento dovrà essere effettuato con le seguenti modalità: una volta separata la testa alla base del collo, si dovrà inserire il tampone nella trachea assicurandosi di raccogliere sufficiente materiale.
MOVIMENTAZIONE DI ALTRI VOLATILI VIVI
i.) Almeno 20 tamponi tracheali per capannone, fino a un massimo di 60 campioni per allevamento. I tamponi, per quanto possibile, dovranno essere effettuati su animali morti o gravemente malati o moribondi e abbattuti in modo eutanasico,
ii.) Il campionamento dovrà essere effettuato con le seguenti modalità: una volta separata la testa alla base del collo, si dovrà inserire il tampone nella trachea assicurandosi di raccogliere sufficiente materiale
Trasporto dei campioni
È necessaria una cura particolare per quanto concerne la conservazione e il trasporto dei campioni al laboratorio dove verranno analizzati.
I tamponi devono essere subito refrigerati con ghiaccio o con panetti di gel ghiacciato e fatti pervenire al laboratorio con la massima tempestività. I campioni non devono essere congelati a meno che ciò non sia assolutamente necessario.

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *