Tesserati!
Notizie

Il Cupav di Bergamo ancora all’attacco sul fronte anellini per richiami vivi: ” quelli in distribuzione sono irregolari “.

Il Cupav di Bergamo ancora all’attacco sul fronte anellini per richiami vivi: ” quelli in distribuzione sono irregolari “.

Altro passo avanti sul fronte degi anellini in Regione Lombardia. I rappresentanti del  Cupav di Bergamo, sono stati ricevuti in Regione (dalle commissioni VIII e III) nei giorni scorsi per parlare di una questione ancora irrisolta: quella del danneggiamento dei tarsi  dei richiami vivi a causa degli anellini metallici che le nuove disposizioni regionali hanno introdotto a fine 2013.

Sul provvedimento, che ha dato  il via al censimento e quindi della banca dati sui richiami vivi c’è stato il parere favorevole dell’spra. Questo perchè il principio seguito, dicono le associazioni aderenti al Cupav, è stato soltanto quello dell’inamovibilità degli anelli e della indelebilità del numero di serie. Quindi Ispra non si è pronunciata  sui possibili danni che possono subire i tarsi degli uccelli da richiamo, come invece attestato dagli accertamenti fatti dal CUPAV di Bergamo, che puntava all’utilizzo di fascette di plastica con incisione incancellabile e altrettanto inamovibili.

A sostegno delle loro argomentazioni, oltre alla perizia già presentata a novembre del dott. Crosta, i rappresentanti  del Cupav,  questa volta hanno messo sul piatto anche la perizia dell’Asl di Brescia eseguita su tre soggetti deceduti a seguito delle lesioni alle falangi e quella sugli stessi casi eseguita dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

L’obiezione fatta a suo tempo dell’assessore regionale Gianni Fava è che  gli anelli metallici sono usati anche dalla FOI e questo basta a garantirne l’utilizzo.    Che siano di metallo come quelli della FOI è indubbio, rispondono i cacciatori, ma ci sono delle differenze: dimensioni eccessive e sproporzionate, presenza di irregolarità, spigoli e sbavature taglienti, chiusura problematica e non ripetibile. Gli anelli insomma sembrerebbero difettosi nonostante i costi più alti sia rispetto agli anelli Foi che alle fascette di plastica, dieci centesimi in più ad anellino (che moltiplicato per 200 mila uccelli da richiamo diventa un costo non proprio ignorabile).

A nome delle associazioni venatorie bergamasche è intervenuto  è il portavoce , Fortunato Busana (ACL) che ha detto: “A nulla sono servite le richieste fatte nel tempo dalle Associazioni Venatorie, ma anche dalle Provincie di Bergamo e Brescia volte a migliorare l’intero sistema”  – Busana ha poi anche aggiunto: “Ci troviamo di fronte ad un bivio con due percorsi e conseguenze diverse . Poiché siamo fermamente convinti che gli anellini scelti siano inidonei, obsoleti e costosi, ma soprattutto dannosi alla salute ed al benessere animale, nonché siano di ostacolo alla copula ed alla stabulazione dei soggetti interessati, ne chiediamo l’integrale sostituzione con altri più idonei e meno invasivi”. La conclusione della vicenda, che i cacciatori vorrebbero evitare, sarebbe quella di presentare una denuncia esposto nei confronti dell’Assessore Gianni Fava e del Dirigente Anna Bonomo.

Cupav di Bergamo

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *