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Complimenti a Josehf Facchini, Sindaco di Lumezzane

Complimenti a Josehf Facchini, Sindaco di Lumezzane

A.C.L. – Complimenti a Josehf Facchini, Sindaco di Lumezzane

A.C.L. – A qualcuno piace parlare in maniera strumentale di caccia e bracconaggio equiparando in maniera subdola, la figura del cacciatore e quella del bracconiere. Lo si fa ormai in maniera sistematica, generalizzando e categorizzando degli onesti cittadini o addirittura intere comunità, esponendoli al pubblico ludibrio.

 

Una veduta di Lumezzane dal monte Ladino

A.C.L. – Vorremmo innanzitutto fare una precisazione nonché chiarezza sul termine bracconiere: la definizione trovata sul “Grande Dizionario Italiano” del Professor Aldo Gabrielli edito dall’ editore HOEPLI”, così recita: “Chi caccia in tempi o luoghi proibiti, o senza licenza di caccia; cacciatore di frodo”.
Quindi la stragrande maggioranza degli atti compiuti durante la famosa retata del monte Ladino di Lumezzane, non possono essere ascritti come atti di bracconaggio, ma bensì delle mere, più o meno gravi infrazioni alla legge n° 157 del 11 febbraio del 1992. Alla stessa stregua, altrimenti potremmo indicare come “pirata della strada”, chiunque superi un limite di velocità, o non rispetti uno stop.
Fatto questo doveroso distinguo, ci complimentiamo con il Sindaco di Lumezzane, per la chiara presa di posizione in riferimento del quantomeno discutibile articolo pubblicato il giorno 8 novembre sul quotidiano “bresciaoggi”.

 

 

La nostra Associazione- A.C.L.  ha interrotto la rubrica di informazione venatoria che tenevamo il venerdì su questo quotidiano già da oltre un anno, a seguito proprio del nostro tentativo di pubblicare un articolo, che osava contestare il “modus operandi” di qualche zelante controllore anche appartenente alle forze speciali impiegate sul
nostro territorio, tentativo, per altro censurato, anche in maniera veemente dalla direzione. Speriamo vivamente che anche le altre associazioni smettano di dare soldi a questa testata.

Entrando nello specifico dell’operazione “Monte Ladino”, a fronte di 25 minuziosi controlli effettuati, nel corso dei quali sembrerebbe addirittura siano state effettuate delle perquisizioni personali, domiciliari e su autoveicoli, nonché posti di blocco eseguiti da agenti in borghese, con ausilio di droni e visori notturni, sono stati rilevati 7 illeciti.

Lungi da noi entrare nel merito dei numeri o di giustificare qualsiasi tipo di illecito. Risulta però evidente che alla luce di questi dati non si può generalizzare né categorizzare una comunità. Come per altro non possiamo accettare che per questioni di sicurezza, una sbarra posta all’inizio di una strada privata che dà accesso al monte Ladino, venga considerata uno strumento di ostacolo al “fattore sorpresa” essenziale per i controlli degli agenti di vigilanza venatoria. A nostro avviso, infatti, notiamo che ultimamente i controlli che vengono effettuati dalla vigilanza sono indirizzati esclusivamente a una visione repressiva, tralasciando completamente la visione preventiva ed educativa.

Non accettiamo quindi che la vigilanza venatoria rischi di diventare strumento dimera dissuasione all’attività venatoria, pertanto, segnaleremo alle sedi più opportune le nostre doglianze.
Bene ha fatto il Sindaco Josehf Facchini a prendere ferma posizione circa le dichiarazioni apparse su “bresciaoggi”, finalmente un amministratore che ha avuto il coraggio di difendere la sua comunità rispetto ad un argomento politicamente strumentalizzato come la caccia. Comportamenti come quello del sindaco Facchini dovrebbero essere da esempio a tutti gli amministratori locali che vedono i loro concittadini sempre più spesso vessati e umiliati.

Associazione Cacciatori Lombardi – ufficio stampa

 

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