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ACL risponde per le rime all’ Anuu ….x Giù la maschera a chi ?

ACL risponde per le rime all’ Anuu ….x Giù la maschera a chi ?

2014-05-10-1732GIU’ LA MASCHERA A CHI ?

Con tutti i problemi che ci portiamo dietro relativi a:  mancato prelievo in deroga, banca dati ed anellini,  ci vediamo chiamati in causa da A.N.U.U. e rispondiamo per le rime. Ma da che pulpito provengono certe affermazioni !!!  Se c’è qualcuno che dovrebbe gettare la maschera non siamo certo noi dell’A.C.L. che cogliamo l’occasione per dire basta!  Basta alle ambiguità e mistificazioni, basta ai carteggi e maneggi, basta a mediazioni separate e punti di caduta, basta ad ipocrisie sulla testa e sulla pelle dei cacciatori. Le dimissioni di Andrea Trenti, responsabile Nazionale A.N.U.U. Cacce Tradizionali,  dovrebbero far meditare. Si potrebbe andare avanti a lungo ma per ragioni di spazio e di buon gusto preferiamo parlare di caccia e non di strategie, riservandoci di ritornare sull’argomento pubblicando, se necessario, verità molto imbarazzanti.

A.C.L.  non soffre né soffrirà mai di alcun complesso di “rappresentatività” dovuto al fatto che sia riconosciuta solo a livello regionale.  Però quando è stato necessario ed utile abbiamo aperto tavoli come quello interprovinciale sulla caccia con esiti positivi. Abbiamo aperto anche il dialogo ed il confronto con i Governi ed i Ministri che si sono succeduti e lo facciamo tuttora, mentre altri stanno a languire nelle periferie della politica. Purtroppo abbiamo ragione di pensare che i nemici della cacca non si trovino solo nelle fila di chi la contrasta ma anche in alcuni esponenti di Associazioni Venatorie, per cui dobbiamo guardarci alle spalle dal cosiddetto “fuoco amico”.

Ora pariamo di caccia e di “Spending Review”, di quella riduzione della spesa necessaria per liberare risorse utili a finanziare la crescita del Paese e rapportiamola a 2 realtà che i cacciatori conoscono bene : I.S.P.R.A. e i N.O.A .  I.S.P.R.A. (ex I.N.F.S.) ci costa circa 140 milioni di euro, 8 di canoni di affitto e circa 20 milioni di consulenze. Questo Ente Pubblico non eroga dati e prestazioni che è preposto a fornire, talvolta sostiene di non essere in condizioni di erogarli.  Siamo andati a protestare fuori della sede in Emilia ottenendo un incontro con i vertici e interessanti aperture, ma non basta. Faremo in modo che siano presentate interrogazioni parlamentari, sollecitando il Governo affinchè siano ridotte spese e compiti di un “carrozzone” costoso ed inutile, affidando i suoi compiti ad Istituti Universitari e Giovani Ricercatori. Poi ci sono i N.O.A. –Nuclei speciali antibracconaggio- del Corpo Forestale dello Stato che i cacciatori bresciani conoscono bene. Questi Agenti che abitualmente alloggiano in Hotel sul Passo Maniva, godono di indennità di trasferta, di missione e di ore di straordinario. Ci chiediamo con le emergenze e la crisi tuttora in atto se lo Stato si possa ancora permettere certe spese rispetto a ben altre priorità che non siano le varie “operazioni pettirosso” . La realtà è che il fenomeno bracconaggio non sia più così diffuso e che spesso i N.O.A. per giustificare la loro presenza sul territorio, anziché i bracconieri, controllino a tappeto i capannisti,  attività che può essere svolta proficuamente da chi presidia il territorio tutto l’anno.  Forse sarebbe meglio occuparsi di sicurezza dei cittadini che è un problema reale!

Ufficio Stampa ACL – associazione cacciatori lombardi

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