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ACL: la caccia non si svende, si ama e si difende

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1 Commento

  1. mauro

    Io,come cacciatore prima e gg.vv. poi, sono d’accordissimo su quanto proposto dall’ISPRA ! Senza corsi e ricorsi storici ultimo esempio lampante e inqualificabile è stato l’abbattimento dell’ibis eremita ! Una vergogna ad alto volume, con risonanza nazionale grazie a 4 imbecilli con il fucile in mano…questo è ” irricevibile ” come messaggio, semmai proprio !! In altri paesi europei vi è una cultura venatoria diametralmente opposta a quanto succede in Italia…ossia la regola è ” non ci sono regole ” ! Non da ultimo anche la proposta dell’Onorevole Berlato circa l’ammonimento contro le Guardie Ittico – venatorie a dir suo impreparate ed incompetenti senza tener conto che sono nominate, dopo una lunga preparazione ed un esame specifico in materia, dalla Regione di appartenenza; ad oggi dopo l’abbattimento delle Provincie e la conseguenza naturale di ” un fuggi fuggi generale , degli agenti di Polizia Provinciale è rimasto un vuoto di vigilanza al limite della legge. Questo è quello che conta per ACV in Veneto ? per ACL Lombardia ? ACT Toscana ? avanti di questo passo e con il referendum del prossimo 4 dicembre ( dove vi è una norma per abbassare il quorum dei referendum abrogativi e la raccolta di appena 150.000 firme per presentarlo ) possiamo dire addio all’arte venatoria nei secoli dei secoli. Amen

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