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L’Europa pone limiti all’uso delle armi sportive e da caccia. Forte preoccupazione per il settore armiero italiano.

L’Europa pone limiti all’uso delle armi sportive e da caccia. Forte preoccupazione per il settore armiero italiano.

bandiera aclDi seguito pubblichiamo una sintesi del  comunicato congiunto di CONARMI, ASSOARMIERI, FITDS, CD-477/FirearmsUnited  che pone seri interrogativi al futuro  produzione armiera italiana di armi sportive se l’Europa dovesse decidere, per intensificare la lotta al terrorismo, di penalizzare un comparto così rappresentativo. Noi di ACL riteniamo giusto e doveroso intensificare la lotta al terrorismo ma nella giusta forma. Le armi sportive e da caccia non costituiscono una minaccia ne tanto meno sono mai state usate per atti di terrorismo.  Ricordiamo che chi maneggia un fucile da caccia o da tiro sportivo ha un porto d’armi regolare e superato un esame di abilitazione molto serio, pertanto sono nelle mani di persone assolutamente affidabili e responsabili. Al settore armiero e a tutte le sigle che lo rappresentano va il nostro appoggio.

ACL Lombardia

 

Proposta Commissione UE per la variante in itinere alla direttiva Europea sulle armi (477/91): occupazione, PIL e diritti civili gravemente minacciati

unione_europeaIl clima di terrore scaturito dagli attentati terroristici di Parigi e dei recenti tragici eventi di cronaca,  con la conseguente ondata emotiva che ne è scaturita, sembra aver innescato una deriva pericolosa

all’interno della Commissione Europa guidata da Jean Claude Juncker.

Il 10 giugno il Consiglio Europeo – con una procedura che non ha precedenti – oscurando le riprese video dei lavori e allontanando i giornalisti presenti, ha deciso di proporre che tutti i paesi UE impongano ai propri cittadini la proibizione di molte tipologie di armi oggi utilizzate per lo svolgimento delle attività sportive, difesa e caccia: http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9841-2016-INIT/en/pdf

La Commissione Europea ha voluto inasprire persino le norme riguardanti le riproduzioni di armi monocolpo ad avancarica, oggetti che riproducono armi in uso ai tempi della battaglia di Waterloo usati, appunto, per rievocazioni e per le gare di tiro storico …

 

I veri effetti dell’eventuale conversione delle proposta del Consiglio Europeo in una Direttiva comunitaria si concretizzerebbero quindi in una profonda destabilizzazione della sicurezza dei cittadini e in una sostanziale compromissione della sicurezza sociale generale: la difesa abitativa e la legittima difesa diventerebbe diritti di difficilissima attuazione. La gran parte delle discipline sportive del tiro verrebbeBernardelli 2cancellata/compromessa.
La proposta dovrà essere negoziata con il Parlamento e con la Commissione UE ma se venisse convertita in una Direttiva nella sua attuale formulazione metterebbeimmediatamente a rischio oltre 600.000 posti di lavoro ed una quota significativa del PIL europeo.

 

Sembra opportuno ricordare, inoltre, il recentissimo studio dell’Università di Coventry, richiesto dalla Commissione UE e costato 600,000 euro ai contribuenti: gli accademici curatori dell’indagine – concordando con le evidenze delle precedenti ricerche già commissionate dalla UE – hanno riconosciuto che: a) le armi legali non sono correlabili con l’aumento della criminalità e dei fenomeni di terrorismo; b) la legislazione sulle armi da fuoco degli Stati UE si concentra sul controllo delle armi legalmente detenute, trascurando le opportune misure per limitare il mercato clandestino e la circolazione delle armi da guerra, che sono le armi effettivamente utilizzate dalla criminalità e dai terroristi.

Chiediamo pertanto che le proposte degli altri Paesi membri si confrontino con il sistema legislativo italiano, strutturato e perfezionato in molti anni di esperienza, che, seppur forse perfettibile, è sicuramente un modello tra più avanzati per la gestione della pubblica sicurezza, in grado di contemperare con grande efficacia le inderogabili esigenze di tutela dell’ordine pubblico con la salvaguardia dei diritti dei cittadini e dell’impresa privata.

Comunicato a firma congiunta delle seguenti associazioni:
CONARMI, ASSOARMIERI, FITDS, CD-477/FirearmsUnited

 

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